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domenica 23 dicembre 2012
sabato 22 dicembre 2012
lunedì 17 dicembre 2012
venerdì 14 dicembre 2012
BERLUSCONI DI NUOVO IN CAMPO? DI ALFIERO GRANDI
Berlusconi
è di nuovo in campo. Sembra un incubo, purtroppo è realtà. Occorre fare un
discorso di verità, anche se può non essere gradito. Se la “mummia” ritorna,
come ha titolato Liberation, malgrado il disastro che ha lasciato, qualche
interrogativo bisogna pur porselo.
Pensare
di depotenziare Berlusconi, e il berlusconismo, solo con una fase politica come
quella rappresentata dal Governo Monti si sta rivelando un’illusione. Prima o
poi il problema doveva ripresentarsi, perché l’unico modo per averne ragione è
battere politicamente il berlusconismo con il voto. Berlusconi non ha più nulla
da perdere e ha ricondotto alla sudditanza i suoi seguaci riottosi. In verità
non hanno combattuto più di tanto. Quelli che nel Pdl non hanno ancora piegato
la testa sono davvero pochini.
Risolvere
il problema un anno fa con le elezioni sarebbe stato preferibile, perché
l’Italia era in gravi difficoltà a causa del Governo Berlusconi e le sue
responsabilità erano limpide ed evidenti. Oggi il “grande mentitore” cercherà
di addebitare al Governo Monti anche responsabilità che sono solo sue, creando
una cortina di confusione che come sappiamo è in grado di creare. Questo
pericolo è reale, non tanto perché il Pdl possa prevalere alle prossime elezioni,
quanto perché, come scrive D’Alimonte, può tentare di realizzare un risultato
al Senato tale da tenere sotto ricatto la maggioranza parlamentare che il
centrosinistra potrebbe conquistare alla Camera, e di conseguenza l’Italia e
l’Europa.
Questo
scenario va evitato ad ogni costo.
Per
evitarlo occorre realizzare alcune condizioni.
La
prima è chiarire bene che l’alternativa politica a Berlusconi non è Monti, ma
la candidatura del centrosinistra che ha vinto le primarie. Se così non fosse
la disaffezione potrebbe crescere ulteriormente.
Non
è necessario essere fanatici delle primarie, su cui invece è legittimo
mantenere riserve e dubbi, per riconoscere che la candidatura che esse hanno
espresso è la più forte oggi in campo. Soprattutto è curioso che a sinistra malgrado
una tradizione culturale che ha saputo guardare con attenzione alle iniziative
di massa - per capirne la portata - resista un certo grado di sottovalutazione
del peso e della forza della partecipazione di milioni di persone alle
primarie. Se poi si considera che qualche difficoltà organizzativa c’è stata,
la partecipazione è ancora più importante perché non è stata così fluida come
avrebbe potuto essere.
E’
utile ricordare che tra le ragioni del risultato, per certi versi sorprendente,
dei referendum del giugno 2011 ci sono stati tra 3 e 4 milioni di militanti
attivi, più o meno come alle primarie.
La
seconda è cercare di costruire uno schieramento sufficientemente ampio da non
lasciare dubbi sul risultato delle prossime elezioni e quindi da far fallire
l’azione dei “guastatori” berlusconiani. Il problema non è solo chiudere
definitivamente la partita con la fin troppo lunga fase berlusconiana, che pure
non è questione da poco, ma potere affrontare con la forza necessaria le sfide
che il futuro Governo dovrà affrontare.
Sembrano
esserci atteggiamenti paralleli che finiscono con il convergere nel non creare
il necessario allargamento dello schieramento, politico e sociale. Forse è
utile chiarire che la convergenza può avere forme diverse, dalla partecipazione
alla stessa alleanza o all’avvio di un confronto che permetta un confronto
programmatico positivo e la soluzione del diritto di tribuna, quando è
necessario. Un dialogo tra il Governo ed altre posizioni di sinistra può essere
utile per il futuro.
Il
compito del Governo che verrà non sarà affatto semplice. Non potrà limitarsi a
fare “i compiti a casa” dettati da altri, che è forse il limite più serio del
Governo Monti, ma dovrà iniziare a rimuovere la camicia di forza che sta
provocando nel nostro paese recessione e disoccupazione. Guai a sottovalutare
la capacità di Berlusconi di imbrogliare le carte su questo punto.
L’alternativa all’affermazione che il paese sta male di Berlusconi non è dire
che invece sta bene, perché non è così. Se la situazione oggi è grave è
anzitutto per sua responsabilità e lui non ha soluzioni credibili perché ha
accettato tutti i diktat europei pur di galleggiare. L’idea di affrontare la
campagna elettorale in difensiva, trincerandosi semplicemente dietro l’agenda
Monti sarebbe un grave errore, perché non è un’alternativa al berlusconismo. Il
centro sinistra deve affrontare prove dure e difficili ma in grado di fare
uscire l’Italia da questa spirale negativa di austerità/recessione.
Per
realizzare questa proposte occorre uno schieramento di centrosinistra forte,
largo e socialmente sostenuto, altrimenti diventerà una guerra di parole e sul
terreno delle chiacchiere Berlusconi ha già dimostrato di essere un cacciaballe
di vaglia.
Le
prossime elezioni possono scrivere la parola fine su questa infausta epoca
oppure l’Italia potrebbe continuare nel lento scivolamento verso il fondo.
Vale
la pena di impegnarsi per chiudere questa epoca. Per questo non sarebbe male
che il nucleo di centrosinistra che si è impegnato nelle primarie si rivolgesse
apertamente alle soggettività politiche che fin qui hanno preferito restarne
fuori e che nemmeno l’appeal di Vendola ha attratto al voto nelle primarie. La
carta da cui partire per elaborare un programma di Governo chiaro c’è. Le
regole di comportamento pure. All’epoca dell’Unione non c’erano. Qualche punto
di programma più chiaro non guasterebbe, in particolare per far capire come si
realizzerà la svolta in materia di sviluppo e di occupazione. In particolare
chiarendo che dire sviluppo non vuol dire tornare al passato ma semmai mettere
al centro ambiente, sostenibilità, messa in sicurezza del territorio, delle
scuole, degli ospedali, ecc. Tutti obiettivi che creano occupazione, in
particolare per i giovani.
Le
nuove aggregazioni, se vi saranno, si misureranno o no con l’esigenza di
un’alternativa politica ?
Qualcuno
non vorrà impegnarsi, preferirà insistere in una splendida solitudine ? Se è così sbaglia, non è certo questa la fase
per uno splendido isolamento. Soprattutto il centro sinistra delle primarie
deve impegnarsi per tentare di rimuovere le scorie che ostruiscono i rapporti,
che impediscono di costruire quello che sarebbe utile per il paese. Pensare di
risolvere il problema coltivando alleanze con i centristi vuol dire soltanto
rimettere in gioco la possibilità di insistere sulla ricandidatura di Monti
quando è già in campo un’altra candidatura sostenuta da una notevole
partecipazione. Questo è oggi il vero
problema. Sull’altro versante ci sono differenze senza dubbio rilevanti ma le
distanze non sono maggiori di quelle con chi pensa che l’austerità è tutto e
sviluppo e occupazione prima o poi arriveranno come sua conseguenza o che
mantiene atteggiamenti passatisti sui diritti civili.
Occorre
un Governo che agisca in Europa e in Italia per rimuovere ostacoli, vincoli e sia
in grado di liberare energie positive. In altre parole c’è bisogno di un
ritorno della politica. Se questo avverrà, ci sarà il tempo anche per
esercitare un pungolo critico sulla futura maggioranza, senza mai dimenticare
che il suo compito è portarci lontano da dove ci aveva gettato Berlusconi e da
cui Monti non ci ha allontanato a sufficienza.
sabato 8 dicembre 2012
mercoledì 5 dicembre 2012
domenica 2 dicembre 2012
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